IL PRESEPE VIVENTE

Un appuntamento per tre serate immersi nella magia del Natale.

Ogni anno, nelle serate del 24 e 29 dicembre e del 5 gennaio, la frazione di Pianvignale organizza ed ospita una delle manifestazioni più importanti dell'inverno, il Presepe vivente, importante punto di incontro tra il turismo della neve e la popolazione locale.

Nell'arco delle tre serate sono mediamente 3500 i visitatori del Presepe, che costituisce così anche un'importante occasione per far conoscere ed apprezzare ai turisti la “bassa valle” e i suoi prodotti tipici: mele, castagne, formaggio, pane, burro e miele. Accanto agli antichi mestieri è dunque rappresentata anche la tradizione gastronomica del luogo, con la polenta e le caldarroste, ma nel Presepe vivente possiamo assaggiare anche le frittelle fatte con le mele prodotte in loco e le marmellate di un'abile massaia, o possiamo passare all'osteria per un vin brulé, un caffè o una cioccolata calda.

La riproposizione dei mestieri di un tempo consente di ricercare e mantenere in vita abilità dimenticate, che sono state parte fondamentale del nostro percorso storico e quindi del nostro essere di oggi. Nel vivere della gente di montagna ogni cosa era frutto di fatica e di ingegno, arte e mestieri si tramandavano di padre in figlio; un mondo più povero ma più solidale, dove il necessario bastava, che ci porta più vicino alla semplicità e al mistero della grotta di Betlemme.

Il Presepe vivente di Pianvignale nacque nei primi anni '80 su iniziativa - ben accolta dai pianvignalesi - di suor Ivana, animatrice instancabile dell'asilo e della vita parrocchiale. Dopo un'interruzione di alcuni anni, l'iniziativa viene ripresa nel 2003, con nuovo impulso da parte dell’allora presidente della Pro Loco, Paolo Bruno.

Grande è lo sforzo organizzativo che impegna gli abitanti di Pianvignale per un paio di mesi nell'imminenza del Natale. Vengono allestite infatti più di quarantacinque postazioni in cui sono rappresentati una cinquantina di mestieri antichi, dallo scalpellino al fonditore, dal panettiere alla ricamatrice, al maniscalco; e poi il mulino, il caldarrostaio, il formaggiaio… la reggia di Erode e la capanna del Bambin Gesù.

I figuranti sono circa centosettanta e ognuno di essi veste da antico abitante di Betlemme. Sono vere e proprie creazioni di alta sartoria i costumi di Erode, dei Magi e dei soldati romani. Sono una trentina gli animali tra pecore, capre, asini, mucche e cavalli che vengono ogni volta trasportati sulla scena del presepe per la gioia e la curiosità dei bambini sempre numerosissimi ed interessati.

Gli appuntamenti con il presepe vivente, sempre dalle 20,30, si ripetono ogni anno negli stessi giorni: la vigilia di Natale, il 29 dicembre ed il 5 gennaio, con l'arrivo del corteo dei Magi alla capanna.

Gli antichi mestieri

Il cestaio che, utilizzando strumenti molto antichi e un forno per scaldare il legno, spiana rami di castagno selvatico, li piega e li intreccia con maestria creando ceste e cestini, e l’intrecciatore di vimini che produce cestini e oggetti d’arte partendo da semplici rami.

Si ricrea una fonderia, nella quale un abile artigiano fonde scarti di metallo nel forno a carbone e li cola in stampi di terra mostrando i visitatori tutto il procedimento.

I cordai, utilizzando curiosi marchingegni intrecciano la canapa fino ad ottenere robuste corde di considerevole lunghezza.

Il fabbricante di rastrelli fa vedere come d'inverno, in un passato neanche troppo remoto, i contadini si fabbricassero gli attrezzi di uso comune, utilizzando le cose che avevano a disposizione ossia il legno e qualche attrezzo da taglio.

Mestieri tipicamente femminili sono la ricamatrice, la merlettaia, la tessitrice, che realizza con un antico telaio ricostruito, tessuti di rara bellezza, la creatrice di candele artistiche.

Un'abile ceramista, artigiana di fama, fa vedere come si creano piatti e oggetti partendo dalla creta.

I battitori di rame, partendo da una lastra grezza del prezioso metallo, modellano a colpi di martello e di bulino candelieri, piatti e vasi.

Il falegname utilizzando attrezzi antichi e la sua abilità mostra come si costruivano tavoli e sedie un tempo.

Il materassaio carda la lana e ricuce i materassi come si faceva tanto tempo fa.

Grande attrattiva per grandi e piccini è la bottega del maniscalco dove l'abile artigiano produce il ferro da cavallo sulla forgia e fa vedere, senza peraltro applicare il ferro sullo zoccolo per non offendere l'animale, come venivano curati e ferrati gli zoccoli dei cavalli.

L’impagliatore di sedie ed il "moleta", che si occupava di affilare coltelli e attrezzi agricoli: erano mestieri ambulanti, a volte esercitati in cambio di ospitalità e di cibo.

Colpi secchi dell'accetta segnalano già da lontano i boscaioli, che segano tronchi e preparano la legna per l'inverno.

Il negozio delle sementi espone una notevole varietà di specie che i nostri contadini utilizzavano nei campi.

Il formaggiaio ci fa vedere come si cagliava il latte e come si preparavano le forme di formaggio e i pani di burro.

Gli spannocchiatori e il ciclo della meliga: dalla pannocchia alla sgranatura fatta con una macchina a mano vecchia di cent'anni. Dalla pannocchia di mais alla polenta il passo è breve ed ecco il “caudrot” ossia il pentolone dove cuoce la polenta, che per anni è stata uno degli alimenti base della dieta contadina. Oggi la polenta è cibo di qualità ed è un assaggio molto gradito dai visitatori del presepe vivente.

L'incisore, che con un ferro rovente scrive e disegna sul legno, e il fabbro che nella sua bottega, con l'incudine e il martello, prepara i chiodi di una volta.

In una capanna, utilizzando canapa e cera liquida, si preparano le torce che illuminano il presepe mentre nella vecchia canonica si fila la lana col fuso e la conocchia e con una macchina a pedale chiamata “ruet” e si lavora a maglia.

Il norcino prepara salami e salsicce accanto a una coppia di abili pastai.

La lavandaia ha preparato la liscivia nell’apposito mastello dove ha messo strati di lenzuola e di cenere alternati e, facendo colare da sopra acqua calda, ha fatto il bucato che poi batte e risciacqua sul bordo della fontana.

L'artigiano dei mosaici e la bambolaia, che crea le bambole di un tempo utilizzando stracci e foglie di meliga.

Lo scrivano, che in tempo di analfabetismo diffuso aiutava a redigere atti, scrivere lettere.

Autentici artisti gli scultori del legno, una vera e propria bottega di una volta con maestri e allievi che ricavano vere opere d'arte davanti gli sguardi stupiti dei visitatori.

Il panettiere con il forno a legna appositamente ricostruito per il presepe: farina acqua e lievito madre, il fuoco della legna ed ecco il profumo del pane appena sfornato si spande per tutta la borgata.

Non mancano, infine, i tradizionali personaggi del presepe: Erode assiso sul trono nella splendida reggia e circondato di odalische, le guardie romane, i pastori, i Magi la vigilia dell'Epifania e altri personaggi ancora come la maga, il mendicante, i giocolieri e i musici ambulanti.

24 dicembre dalle ore 20:30
29 dicembre dalle ore 20:30
5 gennaio dalle ore 20:30

Ampio parcheggio a lato della provinciale con servizio navetta per il borgo.


365/365 TUTTO L'ANNO A FRABOSA SOTTANA